Le tombe di famiglia diventano loculi |
| Rassegna Stampa >> Ottobre 2009 |
Il cimitero di Rivarotta di Pasiano come desiderato dai rivarottesi: è questa la promessa del sindaco Claudio Fornasieri ai cittadini della piccola frazione, che chiedono da tempo alcuni interventi di modifica e restauro. Nel corso del progetto di ampliamento che ha interessato l’ala ovest del camposanto, sono state infatti costruite delle tombe di famiglia al grezzo a un prezzo particolarmente vantaggioso per i potenziali acquirenti. Tali costruzioni non hanno, però, incontrato il portafoglio e soprattutto i gusti dei rivarottesi, che hanno fatto sentire la loro opinione con azioni dimostrative, come i cartelli di protesta nel camposanto. Dopo riunioni con la popolazione, il sindaco si è fatto carico delle istanze dei cittadini e il Comune sta ora attendendo un piano esecutivo che apporterà delle modifiche al progetto iniziale e trasformerà le tombe di famiglia in singoli loculi, questa volta con finiture complete in marmo. I nuovi lavori prevedono anche un consistente restauro della piccola chiesa, con la realizzazione della tomba dei sacerdoti che hanno guidato la parrocchia, primo fra tutti don Colussi, parroco per ben 56 anni. A completare la variante, un miglioramento dell’illuminazione e la costruzione di nuove tombe di famiglia. In consiglio comunale Fornasieri ha espresso la soddisfazione per «essere riuscito a esaudire tutte le richieste dei suoi cittadini, compresa la tomba dei sacerdoti all’interno della chiesa, particolarmente difficile da realizzare per questioni legate a permessi di carattere igienico-sanitario».
Non è invece contento il consigliere di minoranza Pier Carlo Begotti, che sposta l’attenzione sulla manutenzione riservata a tutti i cimiteri comunali: «Mi capita di soffermarmi in alcuni di essi e di osservare con dispiacere la presenza di erbacce, ramaglie, cassonetti pieni e poca cura: l’amministrazione dovrebbe vigilare maggiormente sulle società che hanno in gestione questi servizi e controllarne l’operato con più zelo».
Il Gazzettino
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